“Spaccanapoli” è una strada così chiamata perché partendo dai Quartieri Spagnoli, giunge al quartiere Forcella tagliando in due la città di Napoli con una linea retta.
Dalla parte alta della città (dal piazzale dove c’è il Museo di San Martino) è possibile vedere nettamente questa particolarità nel cuore della città.
Lungo di essa, oltre ai palazzi storici, chiese, cultura ed arte, vi sono anche gli odori , i colori e la storia dell’intera città di Napoli. Percorrendola è obbligatorio fermarsi in Piazza del Gesù a visitare la Chiesa del Gesù Nuovo, esempio tipico del barocco napoletano, con marmi policromi, decorazioni, stucchi e dipinti, la cui edificazione durò circa 2 secoli.
Una leggenda narra che l’edificio sia stato costruito con pietre magiche capaci di attrarre energie positive. Altra fermata obbligatoria percorrendo Spaccanapoli è San Gregorio Armeno (la Via dei Presepi), dove l’arte presepiale la fa da padrona. Dove, anche nei mesi più caldi si può respirare l’atmosfera natalizia grazie ai bottegai
che lavorano tutto l’anno, perché qui i pastori non sono dei pupazzi, ma vere opere d’arte artigianali in terracotta. Sempre in una traversina di Spaccanapoli c’è il “Cristo Velato” nella Cappella Sansevero, giudicata la scultura marmorea più bella d’Europa dall’UNESCO.

La leggenda racconta che il velo disteso sul corpo del Cristo, fosse originariamente un velo in tessuto, trasformato in marmo grazie ad uno speciale liquido inventato dal sinistro Principe di Sansevero, illustre alchimista napoletano. Ma, in realtà, il sorprendente effetto fu tutto frutto del talento del grande scultore Giuseppe San Martino, autore di tale capolavoro. Il ritrovamento, in una stanza segreta della medesima Cappella, di due macabri scheletri totalmente ricoperti dalle vene hanno contribuito a dare al Principe e al Cristo velato un’aura di mistero. Ma Spaccanapoli ha ancora molto da mostrare, come il fantastico Ospedale delle Bambole , che dal 1840 si prende cura dei giocattoli preferiti delle bimbe. Ciò grazie a Luigi Grassi, scenografo del teatro di corte e del teatrino dei pupi presente in una stradina di “Spaccanapoli”. Dalla richiesta di una mamma di aggiustarle una bambola rotta, quell’ospedale non ha più smesso di prendersi cura dei suoi particolari “pazienti”. Oltre a ciò, non bisogna dimenticare “Napoli Sotterranea” e la chiesa di San Lorenzo (dove è possibile ammirare gli stili architettonici greco e romanico sovrapposti, oltre ad alcuni resti dell’anfiteatro romano, dove Nerone amava esibirsi quando veniva a Napoli. Tale anfiteatro, però è molto meglio visibile in una traversina di Spaccanapoli, nei pressi della Piazza San Lorenzo.

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