ORISTANO : il fascino di Oristano si sprigiona nella Sartiglia, giostra equestre di origine medioevale che si festeggia la domenica e martedì di carnevale con 120 cavalieri. I cerimoniali rievocano il glorioso passato della città principale del Campidano settentrionale, città capoluogo con 32 mila abitanti. La storia rivive nella festa, insieme al gusto di dolci alle mandorle e vino vernaccia tipico locale. La città a partire dall’XI secolo si è arricchita di palazzi, fortificazioni e chiese cristiane. La maestosa torre di Mariano (o di san Cristoforo) e la “sa Portixedda” –  sono l’eredità della cinta muraria che correva intorno alla città. La torre fu costruita nel 1290. In piazza Eleonora spicca il monumento dedicato alla giudicessa, uno dei primi codici di leggi scritte in Europa. La statua è al centro di edifici quali la chiesa di San Francesco, il palazzo Corrias Carta e il palazzo degli Scolopi. Nel centro storico il palazzo d’Arcais, la chiesa di santa Chiara quella del Carmine e la maestosa cattedrale di santa Maria Assunta, il duomo di Oristano. Dopo la visita ai monumenti e un pranzo a base di malloreddus alla salsiccia e, dessert mustazzolus, è ideale una passeggiata a Torregrande, spiaggia oristanese per eccellenza, ampia e attrezzata per ogni divertimento. Qui spicca l’omonima torre spagnola, la più grande della Sardegna (1572). Accanto, al centro del golfo, sorge un moderno porto turistico, da cui partire alla scoperta delle splendide spiagge dell’area marina della penisola del Sinis: i granuli di quarzo di Mari ErmiIs Arutas e Maimoni e la sabbia fine di san Giovanni, nel territorio di Cabras, i promontori calcarei e le spiagge di San Vero Milis, da Putzu Idu a s’Arena Scoada, e più a nord, la sabbia di Is Arenas e il monumento naturale de s’Archittu (Santa Caterina di Pittinurri-Cuglieri). Attorno al capoluogo affiorano gli stagni di Cabras e di Santa Giusta, habitat di volatili rari. Dalle lagune ecco una grande risorsa, l’industria ittica, che insieme a produzioni dolciarie e vitivinicole e artigianato (ceramica, legno e ferro battuto) sono base dell’economia locale.