Borghi in Sardegna

Borghi in Sardegna

I borghi in Sardegna

Atzara (NU)

È un Comune di oltre 1.000 abitanti in provincia di Nuoro, posto a 553 m.s.l.m. Oltre l’affascinante ambiente di Mandrolisai, con colline colme di vigneti vi è ancora da vedere: il caratteristico centro storico aragonese con piccole abitazioni in granito, chiese e strutture megalitiche, come l’Abbagadda.

Circa un secolo fa, ad Atzara arrivarono pittori spagnoli che avevano ammirato a Roma i bellissimi costumi femminili e maschili della delegazione di Atzara. Le opere che essi realizzarono sono conservate nel museo Antonio Ortiz.

Un centinaio riconducibili alla scuola spagnola del costumbrismo (da costumbre, «costume») e ai suoi seguaci sardi interessati al folklore locale.

Questo Museo, quindi, potrebbe essere il punto di partenza per conoscere Atzara.

Nella sua vasta piazza ad anfiteatro si affaccia la chiesa di San Giorgio del 1205, a forma rettangolare, con navata unica, facciata in pietra e campanile a vela. Nella piazza Sant’Antioco, invece, sorge l’edificio più importante di Atzara: la chiesa parrocchiale di Sant’Antioco in stile pisano-aragonese con interno gotico e rosone aragonese finemente ornato.

Di fronte alla chiesa c’è la vecchia casa parrocchiale con elementi di gusto aragonese. Molte altre le bellezze da vedere. Nel 1900, grazie ad una borsa di studio dell’Accademia di Spagna a Roma, soggiornò in paese Eduardo Chicharro, seguito da Antonio Ortiz Echagüe e altri pittori, non solo spagnoli, che dettero vita ad un’accademia spontanea, detta «scuola di Atzara».

Eventi : San Sebastiano (20 gennaio): i falò che rischiarano le fredde notti con la complicità di dolci e vino ; Sagra del Vino (2^domenica di maggio): si celebra il Mandrolisai – prodotto principe di Atzara, – in concomitanza con riti religiosi per Sant’Isidoro; Santa Maria de Josso (21-23 agosto: l’evento popolare più partecipato) ; Santa Maria de Susu (8 settembre: teatro della festa è la chiesetta campestre che accoglie il pranzo comunitario) ; Sant’Antioco (13 novembre – festa dedicata al patrono) ; Cortes Apertas (terza decade di novembre: nei cortili – cortes – del centro storico vi è la dimostrazioni di vari prodotti di Atzara).

Piatti Del Borgo : Sa tumballa (primo di pasta al forno) e su ghisau (sugo con carne di maiale e zafferano) ; Secondi piatti a scelta tra s’ortau (salsiccia di maiale con milza, cuore e polmoni, pomodoro secco e prezzemolo) e sa pudda prena (piatto unico con gallina, uova e pesto di fegato, pomodori secchi, lardo, prezzemolo e zafferano). Entrambi per stomaci forti.

Tra i dolci si ricordano “is bucconettes” a base di mandorla, “sa tumballa ‘e latte” a base di caffè e rum, “su gattou” con mandorle e zucchero.
Il vino rappresenta ancora l’elemento principale dell’economia di Atzara.

Altri prodotti di Atzara sono i pregiati tappeti (sempre più rari); riproduzione di antichi costumi dai colori vivaci (indossati ormai solo dalle anziane); particolare copricapo chiamato “tiaggiòla”.

Costume tipico di Atzara (NU)
Bosa (OR)

Bosa (OR)

È un Borgo di circa 8.000 abitanti, in provincia di Oristano, affacciato sul mare limpido che bagna questa costa corallina e pescosa per oltre 40 km. di spiagge stupende. Tra queste le  migliori sono : Compoltitu (5 km a nord), Porto Alabe (si dirige a sud) e l’insenatura di Porto Foghe, scavata nella falesia. Invece, da Magomadas a Tresnuraghes la costa è impervia e con scogli che si alternano a spiaggette molto affascinanti. A 5 km. a nord di Bosa, lungo la strada per Alghero, vi è il sito archeologico abitativo di S’Abba Druche , compresa tra l’epoca nuragica e l’età di Roma imperiale. Vicino anche le Domus de Janas di Coroneddu e la necropoli di Chirisconis.

Bosa è : Le palme del lungofiume, una linea di casette basse, i viottoli di sassi di fiume del quartiere medievale; il verde dei campi, il mare azzurro ed il Castello dei Malaspina. Luogo di fascino, i colori ben definiti di fiume e mare, i buoni sentimenti. Nata fenicia, Bosa è sulla costa nord-occidentale della Sardegna, con vocazione agricola. La città romana sorgeva lungo il corso del fiume, un po’ più a monte dell’attuale basilica di San Pietro, con bellissima facciata. L’insediamento del borgo medievale è intorno al colle dominato dal castello; è caratterizzato da intrecci di vicoli raccordati da scalinate. Il salotto buono del borgo è Sa Piatta dov’è la cattedrale dell’Immacolata.

Le festività sono: A Carnevale (giovedì grasso) vi è la sfilata dei carri + l’apertura delle cantine dei privati nel centro storico + due riti carnascialeschi locali (ci si veste di nero dal mattino al pomeriggio e, quando sta per calare il sole, si indossa un lenzuolo bianco); Alla Festa Santa Maria del Mare (prima domenica di agosto c’è la tradizionale festa dei pescatori con imbarcazioni lungo il fiume, mentre di sera il borgo è animato da una fiera e si chiude con i fuochi d’artificio); Alla ricorrenza di Nostra Signora di Regnos Altos (2° fine settimana di settembre): alla vigilia della festa, le stradine del rione medievale di Sa Costa sono addobbate con frasche, canne e bandierine, mentre le donne negli spiazzi e nei vicoli che conducono al castello, allestiscono dei piccoli altari (altarittos) ornati di fiori e preziosi ricami, sui quali poggia il simulacro della Vergine. La veglia e le preghiere sono accompagnate dalla festosità delle tavolate e dalle degustazioni di Malvasia.

Carloforte (SU)

Deve il suo nome al re di Sardegna Carlo Emanuele III che ne favorì la fondazione nel 1738.

La popolazione era una colonia di pescatori genovesi. A favorire il ripopolamento dell’isola di San Pietro fu ancora Carlo Emanuele III. Il Comune è edificato su una piccola altura vicino alla marina protetta da bastioni.

Ancor oggi sembra essere un pezzo di Liguria qui trapiantato (liguri sono i colori delle case, il dialetto, le abitudini, i modi d’abitare). L’architettura è mediterranea con case e palazzetti sette-ottocenteschi.

E’ una sorte di isola nell’isola, cioè un pezzo di Sardegna (la piccola isola di S.Pietro, il cui unico centro abitato è Carloforte) che si sente ligure, che è l’estremo lembo occidentale d’Italia.

La cittadina sorge a ridosso di basse colline boscose, aperta a levante sul braccio di mare che separa San Pietro dall’isola madre. Il centro storico ha stradine tortuose e gradinate che dalla zona bassa giungono all’altura.

Le piccole case sono per lo più imbiancate a calce. Le mura del borgo sono aperte dal lato di Porta Leone (sormontata da una testa di leone).

La cinta muraria protegge il nucleo abitativo originario. Sul lungomare i pescatori hanno i loro magazzini dove continuano a rattoppare le reti e, gli anziani, a intrecciare le nasse. Sotto file parallele di oleandri, ficus e palme, e sotto gli occhi dei vecchi palazzi sette-ottocenteschi sorti nel periodo in cui Carloforte si espanse oltre le mura, si svolge la passeggiata di grandi e bambini. Ottima la cucina locale e l’accoglienza degli abitanti verso i villeggianti.

Posada (NU)

È un borgo a sud di Olbia ed offre molte attrattive per coloro che intendono immergersi nella natura più incontaminata e nella tradizione più profonda. Il Porto Turistico di La Caletta offre diversi servizi per la nautica da diporto e la pesca.
Il delta del Rio Posada, nella parte a valle del Parco Fluviale Regionale di Tepilora, con tutta la sua rete di canali e stagni, offre al visitatore meravigliosi paesaggi naturali con la presenza di varie specie ornitologiche.

Ma, oltre a ciò, i monumenti che arricchiscono Posada mostrano quanto qui avvenuto nelle epoche passate: il Castello della Fava domina imperioso tutto il paesaggio; la Chiesa di Sant’Antonio ci rimanda al Medio Evo (epoca in cui ci fu una fiorente rinascita del borgo. Gli stretti e colorati vicoli sono scorci incantevoli del borgo. Da ben otto anni Posada è premiata con le “5 Vele di Legambiente”, per la pulizia dei litorali, la salubrità delle acque e il grande lavoro svolto per la conservazione del sistema dunale. Qui si applica l’innovativo sistema di bike-sharing che agevola e incentiva la mobilità sostenibile. In tutto il territorio, inoltre, è possibile fare numerosi sport, tra cui : trekking, mountain bike, pesca sportiva e amatoriale, kayak, windsurf, kitesurf.

La tradizione culinaria di Posada, unitamente ai prodotti del suo territorio, esalta al meglio il gusto e il sapore dei piatti di un tempo. Ciò che caratterizza al meglio l’immagine del borgo è “S’Aranzada”, un dolce elaborato per mani sapienti, che conserva gelosamente inalterata da secoli la sua ricetta originale.

La rigogliosa Piana che circonda il borgo è continuamente irrigata e arricchita dal Rio Posada, che garantisce una costante produzione di ortaggi e frutti di rara qualità e interamente esenti da agenti inquinanti.

Per divertirsi c’è: il Parco divertimenti acquatico di Acquafantasy; il Parco Giochi Biancaneve; Topolandia Park; Happy Park; Parco Avventura di Monte Pisanu; La Casa di Babbo Natale (Golfo degli Aranci); Parchi Avventura “Monteleone Rocca Doria” , “Baddimanna” e “OPAK”; Parchi Acquatici “Aquadream” , “Water Paradise”, “Sa Inza” , “Spiaggia Porto Pollo” e “Spiaggia del Cardellino”.

Carloforte (SU)
Posada (NU)
Sadali (SU)

Sadali (SU):

Rientra nella lista dei Borghi più Belli d’Italia ed è nel territorio della provincia del Sud Sardegna ed ha un territorio di circa 50 kmq., un’altitudine media di 700m.s.l.m.  ed una popolazione di circa 1.000 abitanti.

Ruscelli e cascate avvolgono questo borgo, conosciuto come il Paese dell’acqua, per la grande quantità di sorgenti perenni. Con anche i ritrovamenti di presenze umane, esso è considerato un museo a cielo aperto, con ambienti visitabili fatti di imponenti stalagmiti e stalattiti.

Inoltre, da vedere la favolosa cascata di San Valentino(anche patrono di Sadali) , che scorre proprio all’interno del centro abitato, accanto alla parrocchia del Santo. Qui è stata ritrovata una fornace romana per la cottura di laterizi, completamente intatta nel suo interno. Del secondo impianto, trecentesco, restano il grande portone ogivale e le arcate a sesto acuto dell’interno. Delle sei cappelle la più interessante è quella dell’Assunta.

A differenza di molti altri Borghi, Sadali si sviluppa con viali larghi. Ovunque, ovviamente, vi sono vasche, fontane e mini cascate.

Come in tutti i borghi sardi, anche a Sadali si presta molta attenzione alla cucina. Tra i prodotti qui creati ci sono i “culurgiones”, una pasta ffresca con patate, menta fresca e pecorino. Nella sagra della 1^ domenica di agosto questa pietanza viene offerta ai partecipanti.

Molto richiesto in estate è il Trenino Verde. Un viaggio emozionante che riporta il viaggiatore indietro nel tempo per la caratteristica del vagone e per l’attraversamento di zone in cui il tempo sembra essersi fermato.

Il vecchio mulino ad acqua, alimentato dalla cascata di San Valentino, è l’unico recuperato tra gli otto mulini presenti nel centro storico e costruiti nella seconda metà del 1600 per volere di un nobile per svolgere il duro lavoro sino ad allora toccato agli asini.

Is Foghidonis apre ufficialmente il Carnevale. Riscaldano la notte di Sadali i fuochi accesi in onore di Sant’Antonio e San Sebastiano, accompagnati da performance di teatro, musica e danza. E fa la sua prima uscita la maschera tradizionale degli Urtzos.

Is culurgionis è uno dei piatti tipici della Barbagia (una sorta di raviolo con cuore di patate, menta, aglio e pecorino fresco) preparato ogni prima domenica d’agosto.

Sadali è l’unico paese in Sardegna ad avere come patrono San Valentino, festeggiato non il 14 febbraio ma il 6 ottobre, nella stagione più prospera per i raccolti secondo le abitudini agropastorali locali.

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