I laghi del Lazio

I laghi del Lazio

I laghi del Lazio

Il Lazio ha il maggior numero di laghi vulcanici d’Italia. Ma, olrtre a ciò, qui vi sono anche laghi di origine carsica, come il Lago della Duchessa e il Lago di Rascino, nonché laghi artificiali come il Lago del Salto ed il Turano. Essi sono, nella maggior parte dei casi, una fonte importante per l’economia turistica della regione. Alcuni di essi, come il Lago di Posta Fibreno, il Lago di Vico, il Lago di Fondi e il Lago Albano sono tutelati come aree protette, permettendo, in tal modo, di mantenere intatte le loro caratteristiche ambientali e quelle paesaggistiche e naturali.

Alcuni di essi hanno avuto nei millenni le rive popolate dalle civiltà Etrusche e Romane, come i Laghi di Bolsena (Viterbo) – Vico (Viterbo) – Bracciano (Roma) e Albano (Roma), che presentano testimonianze storiche sin dall’età del ferro. Per tale motivo molti laghi sono ancora custodi di preziosi tesori artistici e architettonici. Tra essi, infatti, si distinguono il Bracciano, il Bolsena, il Capodimonte, il Castel Gandolfo, l’Anguillara Sabazia ecc.

Di conseguenza, anche per quanto detto, negli ultimi anni è molto cresciuto il turismo lacustre, con anche spiagge attrezzate e servizi per il turista, che ama rilassarsi sulle rive del lago, praticare sport, o giochi acquatici. Grande attenzione è stata riservata alla conservazione della fauna ittica ed aviaria.

Questi laghi, grazie alle loro peculiarità naturali e storiche, sono diventati meta turistica di abitanti del Lazio e dalle Regioni confinanti, come la Toscana e l’Abruzzo.

Lago di Bolsena
Lago San Puoto Sperlonga (LT)

Lago di Bolsena

è nell’alto Lazio in provincia di Viterbo, a pochi Km. da Monte Amiata, e nato nella bocca di un vulcano spento circa 300.000 anni or sono. Ovviamente la sua forma è rotonda con un superficie di circa 133 kmq. Sulle sue coste vi sono molti insediamenti turistici, come campeggi, ristoranti, agriturismi. La costa è di sabbia scura, interrotta da brevi penisole. Sporadicamente il suo livello cresce oltre quello abituale, preoccupando anche i paesi rivieraschi. Le sue isole Bisentina (più grande) e Martana riportano molti episodi storici.

Lago di Vico

anche questo, in provincia di Viterbo, è originato da un vulcano spento è collocato a circa 507 m.s.l.m. e circondato da monti, dando all’area un particolare valore naturalistico protetto dall’edilizia selvaggia. Infatti, la sua riserva naturale è molto frequentata in estate per la balneazione e le escursioni.

Lago di Bracciano

con la sua superficie di 55 kmq. e la profondità di 160 m. riempie una depressione di origini vulcaniche e tettonica . E’ a nord di Roma ed è circondato dai Monti Sabatini. Esso presenta alcune isole ed interessa i 3 comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano. Per grandezza è il terzo del Centro Italia. Il suo emissario sfocia nel fiume Arrone, che sfocia nel Tirreno. Nei suopi fondali sono stati trovati dei fondali dei villaggi del neolitico. Le sponde del lago costeggiate da vegetazione o di più estesa foresta, mentre le sue acque sono ricche di pesci.

Lago di Albano

chiamato anche Castel Gandolfo, è in provincia di Roma e di forma quasi circolare. Bagna i Comuni di Albano Laziale, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Marino, Grottaferrata, Rocca Priora, Velletri e Genzano di Roma. Le sue coste conservano importanti resti preistorici ed archeologici. Nel 1960 fu anche oggetto di gare olimpioniche di canottaggio. Come tutti i laghi, anche per questo le coste sono tapezzate da villini e costeggiati da strade, pontili e stabilimenti balneari.

Lago di San Puoto

Il Lago di San Puoto è uno dei più piccoli della provincia di Latina ma a differenza degli altri laghi costieri della Pianura Pontina è un lago d’acqua dolce. Si trova tra il comune di Fondi e di Sperlonga e nasconde un mistero molto curioso. Si narra infatti che possa esserci nei suoi fondali, a circa 30 metri di profondità, un’antica città che molti fanno coincidere con Amyclae (o Amunclae) descritta addirittura da Virgilio e Cicerone.

Vi sono due due cause a cui si attribuisce la distruzione di questa città abitata dal popolo dei Laconi.

La prima che fu colpa dei dettami della setta pitagorica che vietava di uccidere gli animali, non si sarebbero curati di uccidere i serpenti che infestavano le paludi, e sarebbero stati completamente distrutti dai loro morsi velenosi.

La seconda narra invece che la città riceveva spesso false notizie sulI’arrivo di nemici, e proibirono per legge, che fosse data notizia di tali inesistenti pericoli. Un giorno i nemici sarebbero venuti davvero e la città venne distrutta

Le nostre strutture sui laghi nel Lazio

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