Pozzuoli, Baia, Miseno e Cuma

Pozzuoli, Baia, Miseno e Cuma

Pozzuoli, Baia, Miseno e Cuma

Icomuni di Pozzuoli e Baia, in provincia di Napoli ed a questa adiacenti, così come tra loro, a causa del bradisismo, sono soggetti a frequenti, ma lievissimi ed a volte impercettibili, abbassamenti o innalzamento di quota del proprio territorio. I luoghi qui di seguito fotografati e narrati, risalenti al periodo romano, come si evince dall’anfiteatro Flavio e dal Tempio di Serapide, si presentano al turista in tutto il loro fascino e ricche di sorprese.

Dopo millenni, infatti, a seguito del bradisismo, il Tempio di Serapide è spesso sommerso parzialmente dall’acqua di mare, oppure asciutto se il suolo si alza. Ma tali lievi movimenti sono percepibili soltanto dopo alcuni decenni.

Uno dei possibili risultati del Bradisismo nel lungo tempo, è maggiormente percepibile nel territorio di Baia (accanto a Pozzuoli) dove, dopo alcuni millenni, tratti dell’antica città romana di Baia si presentano sommersi da mare per vari metri, come si vede dalle foto qui di seguito. Diventando, così, essi stessi fondale marino. Mentre la bella cittadina di Baia continua a vivere senza problemi in questo territorio.

Parco sommerso di Baia

A Pochissimi chilometri da Baia vi è Miseno (frazione di Bacoli), risalente all’antica e romana Misenum, citata nell’Eneide di Virgilio e da Plinio il Giovane in una lettera dedicata a Tacito. Questa bella e molto frequentata località turistica, con un litorale di circa 1 Km. di spiaggia bionda e sottile, già in epoca romana era un sito molto abitato e richiesto.

Infatti era una colonia romana, nonché base della flotta navale del Basso Tirreno, con marinai oltre ad operai addetti alla manutenzione navale. Per tale motivo, a Miseno, fu costruita la più grande cisterna interrata di acqua potabile mai realizzata dai romani (12.000 metri cubi; profonda 11,00 m. e una superficie interrata di circa 1.000 mq.), con acqua prelevata dalla provincia di Avellino e lì portata con un acquedotto sotterraneo, attraverso un percorso di circa 100 Km. di tubazioni interrate. Questo serbatoio, denominato “Piscina Mirabilis”, è visitabile.

Piscina Mirabilis

Quale ultima informazione di Miseno c’è da dire che, secondo l’Eneide, leggenda vuole che questo territorio abbia assunto questo nome perché qui morì e fu sepolto Miseno (trombettiere di Enea nell’Odissea di Virgilio).

Come le località precedenti, anche questa è posizionata nella Città Metropolitana di Napoli e ricade nel territorio vulcanico dei Campi Flegrei. Come Miseno, anche Cuma è giuridicamente in territorio di Bacoli ma, geograficamente è a cavallo tra Bacoli e Pozzuoli.

Dagli scavi archeologici eseguiti è emerso che la colonia in questione era di antiche origini elleniche (circa 8° secoli a.C.) e che il cunicolo trapezio, alto 5 m. e lungo più di 130 m. fosse, con notevole probabilità, la residenza della mitica “Sibilla Cumana”.

Gli stessi scavi hanno, inoltre, accertato che Virgilio, nella sua Eneide, avrebbe effettivamente collocato l’Antro della Sibilla in un’acropoli posto ad 80m. sul livello del mare e scavata nella lava trachitica. Qui sarebbe venuto Enea per interrogare la Sibilla al fine di sapere quale e dove si trovasse la terra destinata al suo popolo dagli dei.

Il sito è molto interessante e moltissimi sono i turisti che visitano questo luogo durante tutto l’anno.

Sibilla Cumana
Antro della Sibilla Cumana

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