Paestum

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Paestum

Paestum è un comune marino del Cilento (in provincia di Salerno) con un’antichissima storia che risale al 600. a.C., fondata dai greci, che la fortificarono con imponenti muri ancora, in parte, visibili. Ma dopo circa un secolo fu conquistata dai Lucani, con cui raggiunse un lungo periodo di prosperità.

Dopo circa 200 anni, però, fu conquistata dai Romani, ma con essi andò incontro ad una progressiva decadenza fino all’abbandono di quei territori perché furono interessati da un fenomeno idrico di ricoprimento di tutta la zona, che trasformò tutta l’area in una grande palude e, nei secoli, condannata ad essere tutta coperta da fango, terreno e nuove piante, facendo perdere a chiunque le grosse tracce di questa civiltà.

Tomba del tuffatore
Vista dei templi

In età borbonica, riportata alla luce Pompei, gli studiosi dell’epoca pensarono anche a ricercare la vecchia Paestum.

Ma essa fu solo parzialmente ritrovata attraverso vari scavi archeologici. Il parco archeologico oggi visibile a Paestum è il tempio di Cerere (o di Atena), che già si vedeva perché aveva la posizione più alta della città. Nei secoli si perse ogni memoria di Paestum.

Il suo ritrovamento avvenne casualmente, grazie a Carlo di Borbone che lì voleva costruire una strada, ma essa interferì con l’interrato anfiteatro, permettendo la riscoperta di quella città antica. Da quel momento, come fatto con Pompei ed Ercolano, iniziarono gli scavi di tutta la zona di Paestum. Una caratteristica importante dei suoi templi è che sono in stile dorico.

Tra i vari capolavori, il tempio più antico è quello dedicato ad Hera, sposa di Zeus, che risale circa al 560 a.C. Quello di Athena è il più piccolo dei tre templi, convertito in chiesa nel Medioevo rimaneggiandola. Il tempio di Poseidone è, invece, il più grande ed il meglio conservato del parco archeologico. Le sue magnifiche colonne alte 9 metri sono scanalate per rendere la struttura più slanciata. Il basamento di tre gradini rialza il templio di almeno 1,5 m. rispetto al suolo.

Impressionante è la mole delle pietre, sovrapposte e senza malta, che hanno resistito a terremoti e calamità per due millenni e mezzo! La più famosa opera di questo periodo è la famosa tomba del tuffatore, risalente al V secolo a.C. che si trova all’interno del museo archeologico di Paestum.

È importantissima non solo per la realizzazione artistica, ma anche perché è una testimonianza delle nuove teorie sull’aldilà che si andavano diffondendo. Infatti, nella tomba del tuffatore appare un giovane che si “tuffa” nel mondo dei morti con il sorriso sul volto. Attorno a lui un gioioso banchetto senza dolore. Una cinta muraria di circa 5km di lunghezza, con 4 porte, 28 torrette e un’altezza di circa 7 metri è ancora imponente!

I resti della città romana di Paestum sono visitabili e ben distinguibili nell’area del foro, l’anfiteatro, la piscina, le varie abitazioni e le strade lastricate. Con l’arrivo del cristianesimo venne perfino costruita una nuova basilica paleocristiana e probabilmente anche i templi furono convertiti al nuovo culto.

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