I borghi calabresi

I borghi calabresi

I borghi

Aieta (CS)

Borgo marino dagli antichi palazzi nobiliari circondati da stretti vicoli, portali in pietra e colori delle facciate in bianco con tetti rossi. E’ nel Pollino e vicino c’è Praia a Mare. La vista spazia dal mare all’Appennino.

Il borgo guarda verso il mare ed, a sera, assomiglia ad un presepe. Nell’area archeologica si vedono antichi insediamenti. È molto vicina a Diamante e al Parco del Pollino, nonché vicina anche agli abitati di Papasidero e Laino.

Le festività più sentite sono: La Sagra del Prosciutto (12 agosto), la Fiera del Libro del Mediterraneo (agosto), la Sagra Montanara (settembre: mostra mercato di prodotti tipici).

Le principali attrazioni intorno Aieta sono: l’Isola di Dino, La grotta del Leone (sul mare), Il Fiume Noce, La cosiddetta Grotta Azzurra.

Discoteche, Parchi di divertimento e acquatici sono a Tortora.

Altomonte (CS)

Abitata sin dal I° sec.d.C. , l’insediamento si espanse verso l’alto.

Col tempo furono eretti monumenti, chiese e centri artistici. Ebbe rispetto ed importanza.

Il gusto angioino di Napoli per gli edifici sacri e monumentali piaceva. Il borgo si espanse sino alle cime del Pollino ed alla valle dell’Esaro, riunendosi con altre comunità e con il Parco Nazionale del Pollino.

Il borgo è molto attivo, con tanti eventi e festeggiamenti in tutto l’anno. Tra esse, Epifania (una rappresentazione sacra con figuranti in costume rievoca l’arrivo dei Magi), Le Fucine (festa a S.Giuseppe e S.Francesco di Paola con degustazioni e falò), Via Crucis (nel Venerdì Santo – rievocazione della Passione), Festa patronale di S. Francesco di Paola (2ª domenica dopo Pasqua), Corpus Domini (infiorata con Festival all’anfiteatro tutto maggio), Gran Festa del Pane (ultima settimana di maggio 4 giorni nelle vie del borgo), Festival della Danza (2ª settimana di giugno all’anfiteatro), Rock Festival (metà luglio all’anfiteatro), Euromediterraneo Festival (tra le manifestazioni culturali estive più importanti del sud Italia) Rassegna di teatro, danza, musica e arti visive (luglio>agosto), Fiabe nel Borgo (rassegna dedicata ai bambini da 2 a 12 anni). Di… Vino Jazz (assaggi di vino e gastronomia itinerante nel borgo), Sagra dei Funghi (menu a tema nei ristoranti a novembre).

Buonvicino (CS)

È nato alla fine del ‘300 dalla fusione di tre casali e ciò avrebbe dato nome al borgo.

In parte montano. Fino alla valle del fiume Corvino il territorio arriva quasi al Mar Tirreno, vicino Diamante. Esso sorge su uno sperone roccioso interno al Parco Nazionale del Pollino. A valle risiede gran parte della popolazione.

In contrada Lago vi è il palazzo ducale della fine ‘600 dalla famiglia Cavalcanti. Nel centro storico c’è il palazzo De Paola.

Il Parco nazionale del Pollino è la più vasta area protetta d’Italia ed anche la migliore ad interpretare il concetto di area naturale, dove la presenza dell’uomo è rara e gli occhi si riempiono solo di natura.

Il borgo è un dedalo di viuzze e scalinate su cui si affacciano portali di buona fattura. Sul belvedere dove è la statua di San Ciriaco lo sguardo spazia sino al parco marino della Riviera dei Cedri ed il golfo di Policastro.

È tradizione trascorrere la Pasquetta nel Parco del Pollino, con un bel pic.nic. Il 4 e il 5 agosto si celebra la festa della Madonna della Neve, con tarantelle e piatti tipici; A metà settembre c’è la festa patronale di San Ciriaco, dove si festeggia mangiando fusilli con sugo di capra- baccalà e peperoni fritti – spezzatino e trippa di capra.

La Rapsodia d’Autunno è, invece, la serata che i ristoranti dedicano alle ricette di Ippolito Cavalcanti (l’Artusi meridionale), Seguono le feste di Natale, con dolci come le chinuule, i cannariculi e le crespelle.

Aieta (CS)
Altomonte (CS)
Buonvicino (CS)

Civita (CS)

Le sue stradine collegano i vari nuclei dell’abitato. Questo paese ha antichi comignoli che hanno forme minacciose realizzati da mastri ferraioli, che diventavano il totem di casa, oltre alla funzione di tenere lontani gli spiriti maligni.

Questi sono circa 50 e sono stati costruiti tra la fine ‘600 e inizio ‘900.

Civita rappresenta uno scrigno di antiche tradizioni nel cuore del Pollino. La vallata è circondata da verdi montagne e riflette l’azzurro mare Ionio all’orizzonte. Civita è uno degli insediamenti meglio conservati della Calabria. Ha una struttura urbanistica con viuzze e slarghi che si intersecano le une negli altri.

Scendendo nel basso del borgo si arriva al Ponte del Diavolo: il canyon con le gole del fiume Raganello, lunghe 13 Km. ( le più lunghe d’Italia).

Tale ponte conduce alle gole del fiume Raganello, lunghe 13 km e paragonate, in piccolo, al Gran Canyon del Colorado per l’unicità ambientale e le sculture fatte dalla natura. Civita, quindi, ha un paesaggio selvaggio, con burroni, piante di oleandro e la macchia mediterranea stretta tra le rocce.

Due settimane prima di Carnevale, i discendenti della comunità albanese ricordano i loro defunti offrendo, ai parenti del grano bollito. Il martedì dopo Pasqua si danzano antiche danze etniche. Il tutto si svolge nella piazza. Uomini e donne danzano nei costumi tradizionali intonando antiche cantilene.

La gastronomia locale è un connubio tra tradizioni albanesi e la cucina tipica del Pollino. La sapienza delle massaie prepara piatti ricchi di sapore con pasta fatta in casa (con sugo di capretto, con prosciutto e capocollo, con formaggio fresco, con gnocchetti e ricotta pecorina, con fettuccine ai funghi porcini, agnello e capretto accompagnato dal vino locale.

Fiumefreddo Bruzio (CS)

Tra Paola, Amantea e Cosenza, Fiumefreddo è un comune marino calabrese di 3.000 abitanti di antica e nobiliare nascita, che viene testimoniata dalle cattedrali, dal castello e dalla sua lunga storia, che fonda le sue radici nel medioevo.

Oggi gioca le carte della rinascita mostrando al Mondo, dall’alto del belvedere marino e delle piazze incantevoli, quanto sia diventata bella. Nel silenzio di certe sere il borgo sembra trovare il silenzio incantato della pace che solo un posto come questo può far provare.

Il suo labirinto viuzze e strade, mescolato al profumo di fiori presente nel paese, dà un senso di pace assoluta al turista che desidera rigenerarsi dopo un anno di lavoro. Le case antiche e le testimonianze storiche lo accompagnano per gustare tutto ciò. La chiesa di San Francesco, il Largo Pascaletti poco oltre, la chiesa di Santa Chiara datata 1552.

La Rupe dove sorge l’antica chiesa di San Rocco, a pianta esagonale sulla cinta muraria e nei pressi della Porta di mare.

Gli affreschi dell’interno sono di Salvatore Fiume (1980) e rappresentano San Rocco che salva il popolo colpito dalla peste. Questa splendida località merita di essere vissuta a tutto tondo, dal mare, alle escursioni, ad uno dei tanti ottimi ristoranti, al bar con gli amici, in una folle serata in discoteca. Tutto è bello ed anche la vita è bella.

Civita (CS)
Fiumefreddo Bruzio (CS)

Morano Calabro (CS)

Nata circa 3 secoli prima di Cristo, è nella parte alta di Cosenza, vicino alla Riserva del Fiume Argentino, al confine con la Basilicata, con il Parco Nazionale del Pollino e vicino a Viggianello. E’ posta a 700m. di quota.

“Il Nibbio” è un museo animale che ospita una grande collezione di varie specie viventi di tutto il Mondo. Nonché punto di incontro per musicisti. Di fronte alla Villa Comunale, la bella Chiesa di S.Bernardino mostra la sua bellezza semplice, piena di verde e con un chiostro silenzioso che concilia la meditazione. Ma anche una bella pista ciclabile nella natura incontaminata. Molti sono i ristoranti, bar, vinerie. Morano è abbarbicato sul colle con le case strette tra loro. Il borgo abbraccia con lo sguardo il versante calabrese del Pollino, con i suoi 2.000 metri circa. Esso è verde o innevato, con aria pura.

L’aroma dei boschi entra nelle case col profumo del pane. Morano è una delicata combinazione di arte e bellezze naturali: torrioni, contrafforti, case abbracciate tra loro. Una maglia urbana, fitta e intricata, centro storico suggestivo.

Nell’insieme sembra un presepe, con case con i tetti rossi ed un dedalo di viuzze. Dal rione San Nicola, tra stupendi scorci paesaggistici, si arriva al castello normanno. Morano è anche ricca di palazzi gentilizi, costruiti per lo più tra 1700 > 1800 da famiglie benestanti.

Le aziende agrituristiche organizzano escursioni a cavallo, in mountain bike, o trekking sul Pollino.

Il territorio produce olio d’oliva ed altri squisiti prodotti calabri. Il borgo è sottoposto a vincolo paesaggistico e ambientale perché ricade nell’area protetta del Parco Nazionale del Pollino (circa 40 mila ettari).

Il 19-20 maggio si festeggia il palio cittadino (i tre rioni del borgo in gara fra loro, per commemorare la liberazione dal dominio saraceno), 14-16 luglio Festa della Madonna del Carmine (protettrice degli emigranti.

Si conclude con la processione nelle vie del centro, con banda musicale e fuochi d’artificio finali), da luglio a settembre (Estate per Morano: in cartellone arte, musica e cinema per allietare le serate estive di turisti e residenti), prima domenica di agosto (Festa della Madonna delle Nevi: nella frazione Campotenese), 14 agosto (Festa dell’Assunzione con processione e stand gastronomici), periodo natalizio (Presepe Vivente nel borgo antico, accanto alla collegiata dei Santi Pietro e Paolo. Degustazione di insaccati di maiale e paste fatte in casa, oltre stoccafisso con patate e peperoni).

Morano vuol dire formaggi: caciocavallo, mozzarella, treccia, ricotta, pecorino, tutti con latte di pecora autoctona.

Rocca Imperiale (CS)

La sua storia ha inizio con l’edificazione del castello di Federico II nel 1220 circa. L’abitato, di circa 3.000 anime, è su un pendio posto a 200 m. di altitudine e vicino al mare Jonio ed alla Basilicata.

Le case e le strette vie medievali sorgono ai piedi della fortezza. Vive essenzialmente di turismo, il quale ha trainato con sé la rivalorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del luogo. La zona archeologica di grande interesse ha trasformato il borgo quasi come un museo all’aperto, con al centro il castello svevo, oggi quasi interamente aperto al pubblico.

È in puro stile romanico la struttura della chiesa Madre, dedicata all’Assunta. Merita una visita la cappella del Rosario, con statue lignee settecentesche di scuola napoletana.

L’ultima domenica di Carnevale si festeggia in strada, con la sfilata in maschera e la sagra delle maiatiche (frittelle con peperoni secchi). Ricchissima l’offerta gastronomica: frizzul ca’ millic (maccheroni con sugo e mollica), laganelli e ceci, arrosto di capretto e di maiale, peperoni e melanzane fritte, muffit (sfogliata con ciccioli di maiale), torta al limone.

Due gli eventi di agosto: il 19, la mostra d’arte Dal tramonto all’alba, l’ultima settimana del mese, Il Federiciano, festival artistico e concorso di poesia.

Morano Calabro (CS)
Rocca Imperiale (CS)

Bova (RC)

Bova (Reggio Calabria): ha origini che risalgono a circa 8 secoli prima di Cristo.

Nel V sec. diventa sede vescovile dei vescovi di Reggio. Le ripetute incursioni nemiche per molti secoli obbligarono gli abitanti a ritirarsi sui monti. Molte le traversie che hanno dovuto subire gli abitanti nei secoli.

La lingua, le tradizioni e soprattutto la grande ospitalità ricordano la radice greca, tanto che i nomi delle strade sono scritti anche in quella lingua. Dall’altitudine di Bova è possibile ammirare tutto l’arco costiero.

Ha una cattedrale che risale ai primi secoli d.C. Dedicata alla Madonna della Presentazione o “Isodìa”, ha un interno a tre navate, tipo basilica. Le sue opere maggiori sono la Cappella del Sacramento e la statua della Madonna “Isodìa” col Bambino.

Il castello Normanno, ridotto a rudere, sorge in cima a uno sperone roccioso. La chiesa del Carmine (secolo XVII) è una graziosa cappella gentilizia appartenuta alla famiglia Mesiani. La chiesa dell’Immacolata (secolo XVIII) presenta sulla facciata un portale in pietra con intagli, in stile tardo barocco.

Tra i vicoli sono molti i palazzi gentilizi che testimoniano l’importanza di questo paese.

In genere sono costruiti in pietra e mattoni e arricchiti all’esterno da decorazioni di lesene, cornici e mensole e da splendidi portali d’ingresso.Molte sono le opere da vedere.

Chianalea (RC)

La leggenda vuole che siano stati gli esuli troiani a costituire il primo nucleo abitato sotto la rupe. Ma, in seguito, ci furono occupazioni da parte di tanti popoli diversi, esterni ed interni all’Italia.

Con l’Italia unita si ritrovò la pace e l’antica Chianalea è finalmente ritornata il vecchio borgo di pescatori che vive dell’antica attività della pesca, ma che non disprezza il turismo.

Infatti, tra le suggestive viuzze è facile incontrare pescatori che, sull’uscio delle prorie case riparano le reti da pesca o, sulla battigia, puliscono le barche per la ripartenza del giorno successivo.

Antiche fontane sparse qua e là, piazze e le chiese, ognuna con la sua storia. Costruito a scopo militare un imponente edificio fu riadattato ad uso residenziale dal proprietario conte Ruffo che subentrò al feudo di Scilla ai precedenti signori.

Dal castello si gode di un meraviglioso panorama verso le isole Eolie e la costa siciliana. Molto attive le località balneari e le relative spiagge.

Ogni giorno d’estate vi sono immersioni subacquee, pesca, trekking, bagni e divertimenti vari.

In estate vi sono spettacoli e degustazione nelle vie del borgo e sulla spiaggia. La bella Festa di San Rocco (sabato e la domenica successivi al 16 agosto): la statua del santo, preceduta da una fiaccolata, è portata a spalla per le vie del paese dai devoti, tra canti e preghiere, fin sotto i fuochi pirotecnici accompagnati dalla banda musicale. Eventi teatrali e musicali di ogni tipo.

Bova (RC)
Chianalea (RC)

Gerace (RC)

È un comune di circa 3.000 abitanti della costa ionica della Calabria, a poca distanza dal mare. Fondato nell’8° sec. a.C. , si ipotizza che i coloni greci abbiano esteso la propria influenza anche verso l’interno.

Appartenuta nei secoli a tanti potenti, tutto questo passamano finì con l’Italia unita e democratica. La spettacolare “passeggiata delle Bombarde”, cioè la magnifica passeggiata lungo le mura difensive di cinta del paese su cui veniva posizionata una spianata di cannoni a difesa della costa. Oggi da questi stupendi terrazzi è possibile godere del paesaggio incantevole della Locride.

le piazze, gli archi barocchi, i nobili palazzi con portali e decorazioni fastose, loggiati rinascimentali, le fortificazioni e le rovine: la rupe su cui si è posato l’artiglio di Jerax. L’incredibile concentrato artistico di chiese e palazzi, nelle piazzette, negli archi, nei sottopassi, nei ricchi portali, nei muri carichi di storia.

Splendidi gli scorci come le bifore moresche della cosiddetta “Casa Catalana” o, nel quartiere Borgo, le botteghe dei vasai scavate nella roccia.

È una meravigliosa opera d’arte, tra le più importanti del Meridione.

Oltre alle tante cose da vedere, ci sono anche tante cose da fare, come i bagni nel bel mare di Locri, nelle fantastiche trattorie e ristoranti, oppure un bel gelato calabrese, oppure una bella abbuffata di “zeppole” con o senza acciughe, oppure andarsi a divertire con gli amici vicino al mare o in una discoteca.

Santa Severina (KR)

È tra i Borghi più Belli d’Italia ed è un Comune di circa 2.000 abitanti in provincia di Crotone. Nell’VIII sec. d.C. iniziò realmente la sua storia e gli appetiti sorti nel tempo tra circa 7 popoli, che si sono alternati alla guida di questo territorio, per finire col Regno di Napoli, prima dell’unità d’Italia.

Questo borgo sorge su uno sperone di tufo che domina la vallata del fiume Neto.

Ognuno dei dominatori ha lasciato tracce della sua presenza attraverso opere militari, civili e religiose. Tutte opere di grande valore storico ed artistico, degne di essere visitate.

La Cattedrale a nord e il castello normanno a sud sono le due importanti emergenze architettoniche del “Campo”, nome col quale gli abitanti di Santa Severina chiamano la propria piazza, per antica memoria di un suo uso militare come piazza d’armi. Due spuntoni rocciosi formano un belvedere che si affaccia su un suggestivo scenario che spazia dai monti della Sila sino al mare Ionio.

Molto bello e distensivo passeggiare nel centro storico o lungo sentieri con spettacolari vedute panoramiche, prendere un caffè in piazza Campo, o la musica che tutte le sere estive rallegrale serate.

Tra le varie manifestazioni pubbliche vanno ricordate : Processione del Cristo Morto, la passione, rappresentata per le vie del borgo, il Venerdì Santo, la Festa di Sant’Antonio dell’11-12-13 giugno, l’estate Sanseverinese, Manifestazioni musicali – teatrali – cinematografiche e sportive in piazza Campo e al castello, da luglio a settembre, Suono italiano per l’Europa, Stage nel castello e concerti dei musicisti italiani inseriti nella Orchestra Giovanile Europea (European Union Youth Orchestra), seconda decade di settembre.

E, per finire, la pasta “chjna”, rigatoni al forno ripieni di formaggio provola e salsiccia.

Stilo (RC)

È un Comune di circa 2.000 abitanti, in posizione panoramica verso il mare, in provincia di Reggio Calabria, fiancheggiato dal bello e grande Torrente Stilaro, il cui nome deriva, appunto, da Stilo.

Anche questo Comune, come gran parte di quelli vicini alla costa calabra, ha avuto un passato travagliato, perché mira di conquista da parte di molti popoli, fino a circa tre secoli fa.

Tra essi ci fu la Grecia, i longobardi, i Normanni, ecc. Ognuno di essi ha lasciato testimonianze del proprio passaggio, quali edifici di culto, castelli, edifici storici con varie destinazione, opere d’arte, ecc. Il turista, pertanto, ha molto da ammirare e visitare in questo bel Borgo.

Oltre a ciò ci si può deliziare con un bel trekking sulla montagna ricca di boschi di faggi, alpinismo, deltaplano e/o parapendio, attività speleologiche e archeologiche, un bel bagno in un’oasi tranquilla del torrente Stilo, o abbeverarsi alle sorgenti di acqua minerale della Mangiatorella, nonché fare un bagno nel Mar Ionio.

I giorni di festa a Stilo sono: l’Epifania(6 gennaio), Festa di San Giorgio (23 aprile), Processioni della Settimana Santa, Festività pasquali, Processione votiva delle croci e drammatica rievocazione della Passione, Fiera della Ribusa(24 giugno), mercato dell’artigianato e dei prodotti tipici, Palio di Ribusa (rassegna di spettacoli medievali, prima settimana di agosto, tel. 0964776006.

È una delle manifestazioni estive più seguite della Calabria: rievocazione storica, musica, spettacoli e cucina per le vie del borgo e, l’ultimo giorno, Giostra ell’Anello con assegnazione al vincitore del Pallium, un drappo artisticamente lavorato. Tutto il centro storico è percorso da personaggi in costume medievale e illuminato dalla luce delle fiaccole).

La pasta fatta in casa, filata con il “ferro” secondo l’uso antico e condita con sughi dai sapori forti, ad es. con ragù alla carne di capra o con una salsa di melanzane ripiene sono le pietanze proprie di Stilo.

Gerace (RC)
Santa Severina (KR)
Stilo (RC)

Le nostre strutture nei borghi calabresi

Agriturismo Borgo Piazza

Borghi

Campagna

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Da € 35,00 / a persona
Informazioni
1 anno fa

Il Borgo è immerso in una tenuta di 44 ettari, condotta con rigoroso rispetto ambientale a protezione di singolari pregi naturali e paesaggistici, elevata da 80 a 130 metri s. l. m.. sulle colline a 800 metri dal mare Jonio, centro Golfo di Squillace. Uno di quei luoghi magici che i Greci, arrivando dal mare, […]

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