Campania

La Campania è una regione dell’Italia meridionale di circa 6.000.000 di abitanti,.cioè la terza d’Italia per numero di abitanti e la prima dell’Italia meridionale. E’ posizionata tra il mar Tirreno e l’Appennino, confinando con il Lazio, il Molise, la Puglia e la Basilicata. Il Capoluogo di Regione è Napoli e le altre città della Regione sono Avellino ,  BeneventoCaserta e Salerno. Le sue coste marine presentano ben quattro golfi: Gaeta;Napoli;Salerno  e  Policastro. I laghi della Campana sono 9 : Lago d’Averno (NA) ; Lago Fusaro (NA); Lago Lucrino (NA); Lago Miseno (NA); Lago Patria (NA); Lago Matese (CE); Lago di Conza (AV); Lago di Telese (BN); Lago Sabetta (SA).

Amalfi in the province of Salerno, Campania, Italy

Ben 13.670Kmq. della Campania sono boschivi, tutti distribuiti da nord a sud della Regione. Solo una è la stazione sciistica della Campania, che si trova a Bagnoli Irpino (AV). Il territorio della Campania era già abitato 3000 ani a.C. da varie popolazioni, tra cui le  sanniteosche  e volsce. Dall’VIII secolo a.C. le costa furono occupate da popolazioni greche, che fondarono  PithecusaCuma, Parthenope (oggi Napoli) e Poseidonia. Nell’interno, invece, rimasero solo i Sanniti. Nella seconda metà del IV secolo a.C., la regione fu totalmente posta sotto l’influenza di Roma, che la ribattezzò Campania Felix in riferimento alla sua prosperità. Dal XIII al XIX secolo, presero il potere le dinastie angioinearagonesi e borboniche, che dettero vita al regno di Napoli, resero prospera questa Regione fino a farla diventare uno dei principali poli culturali, artistici ed economici d’Europa. Il Regno Borbonico, verso la metà del 1800, fu distrutto e sottomesso al Regno Sabaudo (Piemonte) che, nei pochi anni che riuscì a sopravvivere a se stesso, distrusse la poderosa economia industriale della Campania  creata dai Borboni, marginalizzando l’area che registrò un declino economico e sociale. Ma l’industria sartoriale, aereospaziale e turistica hanno fatto ricrescere questa Regione che,

tra l’altro, grazie alla sua bellezza ed ai romani ed ai borboni, annovera 6 siti insigniti del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Ma  La lista di tali patrimoni dell’UNESCO in Campania, in relatà riguardano  aree molto vaste della regione che comprendono al loro interno moltissimi altri siti archeologici, parchi, ville, chiese, complessi monumentali e interi comuni, che di fatto rendendo lunghissimo l’elenco dei beni riconosciuti patrimonio culturale e naturale mondiale da parte dell’UNESCO.: il centro storico di Napoli (il più vasto del Vecchio Continente), la Reggia di Caserta, gli Scavi di Pompei Ercolano ed Oplonti, la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento e il Complesso di Santa Sofia a Benevento. In Campania si trovano 5 dei primi 20 siti statali più visitati nel 2013 secondo il Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Secondo i dati Eurostat del 2011 la Campania è tra le 20 regioni più visitate in Europa e tra le prime in Italia.

NAPOLI

Napoli è tra le città più famose d’Europa e si trova nella classifica delle 10 città più visitata al Mondo. La sua fondazione risalirebbe all’8° secolo a.C. da parte di Cumani e Romani ed è sempre stata la città più popolosa d’Europa, dopo Parigi . Già nel periodo della dominazione borbonica gli abitanti erano circa 500.000. Oggi conta circa 1 milione di abitanti residenti (ma oltre 2,5 milioni presenti nelle ore diurne). E’ Città Metropolitana della Campania e l’età della popolazione è piuttosto giovane, con un elevato tasso di natalità. Il clima è temperato, con inverni miti ed estati mai troppo calde. Per tale motivo, per il contenuto costo della vita, per motivi di studio o lavoro, parecchi stranieri del Nord Europa prendono casa a Napoli, trascorrendovi gran parte dell’anno. La Storia, l’enorme Patrimonio Artistico ed Archeologico, le Tradizioni, la Gastronomia e la facile Socializzazione dei napoletani colpiscono subito il turista, che considera questa città quasi una realtà unica al Mondo. La sua bellezza, unitamente al fascino di altre località della sua provincia, quali Capri – Procida – Ischia – Sorrento – Pompei – Ercolano – Pozzuoli – Bacoli – il Vesuvio, hanno fatto sognare milioni di persone ed artisti, che mai si stancano di utilizzare l’area metropolitana di Napoli come scenografia per i propri films.  Sul lungomare Caracciolo e nel Centro Storico, ogni sera dell’anno si respira voglia di spensieratezza e gioia di vivere.

Scenic picture-postcard view of the city of Napoli (Naples) with famous Mount Vesuvius in the background in golden evening light at sunset, Campania, Italy

Con i suoi 3.000 anni di storia, Napoli è la città con il più grande centro storico d’Europa. Essa stessa è un “Museo a cielo aperto”, come stabilito dall’UNESCO. Immenso è il patrimonio monumentale presente in questa città. Innumerevoli le sue preziose opere d’arte, custodita nel Museo Archeologico Nazionale (che custodisce reperti archeologici rinvenuti con gli scavi di Pompei ed Ercolano, oltre alla sezione egizia e quella Farnese); nel Museo i Capodimonte (si ammirano una grande pinacoteca e la collezione delle più belle porcellane della Scuola di Capodimonte); il Museo di S.Martino conserva le carrozze reali del Regno di Napoli ed i magnifici presepi napoletani, esposti anche nei Palazzi Reali di tutto il Mondo) ; il Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito (conserva le opere d’Arte della dinastia dei Borbone di Napoli); Musei privati, come la Cappella di Sansevero, custodiscono eccellenti sculture e dipinti, oltre la statua del “Cristo Velato”, giudicata dall’UNESCO “la più bella statua d’Europa”. Senza contare tutte le opere d’arte conservate in altri musei e palazzi nobiliari, conventi ed abitazioni private. Tra le cose da non perdere, con ogni certezza c’è il chiostro interamente maiolicato del Monastero di Santa Chiara.
Ben cinque sono castelli da poter visitare nella città (Maschio Angioino , Castel Capuano, Castel dell’Ovo, Castel S. Elmo, Fortezza di Vilgiena). Nei secoli Napoli è stata sempre meta di persone illustri quali poeti, narratori, attori e musicisti: tra i quali Virgilio e Leopardi (qui si conservano i loro resti mortali); Goete; Cervantes; ecc.
Il primo Teatro Lirico “San Carlo” fu il primo costruito al Mondo ed in esso si sono formati i più famosi cantanti lirici della storia, tra cui Enrico Caruso, nato a Napoli.
Sempre a Napoli è nato il più famoso attore comico italiano, il grande Totò. Napoletani erano Benedetto Croce(il più grande filosofo italiano del secolo scorso) e Giovan Battista Vico, filosofo del ‘700.
L’Arte Moderna fa bella mostra di sé a Napoli attraverso la cosiddetta “Metropolitana dell’Arte” che, oltre ad essere essa stessa una pregevole opera architettonica, espone in ogni Stazione anche opere di artisti contemporanei, meritando dall’UNESCO il titolo della più bella “Metropolitana d’Europa”. Arte moderna che viene sempre di più coltivata nell’antica ed illustre Accademia di Belle Arti.
La Soprintendenza, giustamente severa nel tutelare il patrimonio archeologico e artistico napoletano, è presente su ogni opera del settore che si realizza nel territorio di propria competenza.
Nell’area napoletana, le più famose vette montuose sono il Vulcano Vesuvio(1.281m.s.l.m.) ed il Monte Somma (1.132m. – Faito 1.131m. )
LAGHI : (Lucrino – Averno – Fusaro – Patria) – sono tutti al di fuori dei confini della città e collegati al mare con canali. Di particolare interesse il Lago d’Averno, così chiamato perché gli antichi ritenevano che lì ci fosse l’Averno, cioè il regno dei morti(oggi è ancora visibile l’ingresso). Il Lago Patria, invece, ospitò Scipione l’Africano negli ultimi anni della sua vita.
Molti sono i luoghi sommersi ed interessanti presenti in Napoli e provincia, come: Area Marina Parco Protetto Sommerso della Discesa Gaiola a Posillipo, giudicato il più bell’angolo di mare balneabile d’Italia.
Basta ricordare che Napoli è il luogo dove è nata la PIZZA, oramai conosciuta e copiata in tutto il Mondo, per comprendere quanta importanza diano i napoletani alla bontà del cibo. Il Mondo è pieno di ristoranti napoletani molto affermati, che rappresentano la cucina napoletana. Ma i piatti forti della cucina napoletana non si fermano alla pizza. Infatti, conosciutissimi nel Mondo sono i piatti di terra (con pasta, verdure, latticini, ecc.) ed piatti di mare (pesce, crostacei, molluschi). Conosciutissimi sono i suoi timballi e sartù di riso, mentre legati a cereali, legumi, verdure, come la popolarissima pasta e fagioli. Le successive rielaborazioni della cucina hanno consentito alla cucina napoletana di offrire ora una gamma vastissima di pietanze, che si caratterizzano, nella loro raffinatezza, per essere preparate con ingredienti semplici . Ottima anche la pasticceria napoletana, come il Babà, la Sfogliatella riccia o frolla, la Pastiera, gli Struffoli, la Delizia al Limone, la Ricotta e Pera, ecc., ecc., ecc.
Molte Fiere nella Mostra d’Oltremare. Sagre cittadine. Piedigrotta. Festeggiamenti Natalizi sul lungomare; Festeggiamenti di Capodanno in Piazza del Plebiscito ed al Castel dell’Ovo.

SALERNO

Posta più o meno al centro dell’omonimo golfo, tra il Cilento e la Costiera amalfitana, la città vanta ascendenze nobilissime, che risalgono al 194°a.C. Nel 646 nacque il Principato di Salerno, mentre nel 1076 Roberto il Guiscardo la proclamò capitale dei suoi domini in Italia. E’ stata il più antico centro di studi medici in Europa, punto d’incontro e fusione tra l’antica tradizione medica orientale e le sperimentazioni di scienziatii.  La città s’ingrandì e i grandi signori della Chiesa concentrano nelle proprie mani immense proprietà fondiarie. Salerno cominciò a perdere il proprio prestigio entrando in un tunnel dal quale emerse a fatica ed annessa al Regno di Napoli. La decadenza finì con l’Unità d’Italia. Con il Fascismo venne monumentalizzato il fronte di mare dove sbarcarono gli alleati americani. E con la caduta di Mussolini la città venne sottratta dagli Alleati all’occupazione tedesca e per otto mesi, da ottobre del 1943 a giugno del 1944, fu la Capitale dell’Italia liberata. Qui, infatti, s’insediò il primo governo d’Unità Nazionale, presieduto da Ivanoe Bonomi. Nei palazzi del potere salernitano s’insediarono, per la prima volta, i vari ministeri e nel Municipio ebbero sede la Presidenza del Consiglio, il ministero dell’Interno e il ministero dell’Educazione nazionale. Il re Vittorio Emanuele III venne ospitato in una villa sul mare. La prima riunione del governo si tenne nel Salone dei Marmi.

91456573 – the amalfi coast in italy

Al di là della storia, Salerno offre un clima mite per gran parte dell’anno ed un’eccellente cucina. Tradizione e modernità si miscelano in un cocktail gradevole: le grandi trasformazioni urbanistiche dell’ultimo ventennio si integrano col passato glorioso. Il cuore antico viene ritrovato nel pedonalizzato corso Vittorio Emanuele, via dello shopping, con bar e locali a la page che offrono piacevoli soste ai loro tavolini all’aperto con vista mare. Il suo lungomare, tra i più belli d’Italia, la vocazione di polo crocieristico in continuo aumento. Quartieri medievali e viottoli seicenteschi si mjescolano col verde della collina posta sopra la cortina dei palazzi di rappresentanza. Case e cupole, campanili e costruzioni antiche rimodernate, colori nuovi, ma che richiamano una vicenda ultramillenaria. Una città tutta da scoprire, dalla parte bassa profumata di salsedine per il mare che accarezza la costa e gli alberi ombrosi del lungomare , per poi entrare nel labirinto di stradine, dove resta intatto il fascino del passato. Dal centro della città romana fin verso il decumano basso, caratteristico centro commerciale ricco di botteghe, e fino al centro storico alto, attraversando un susseguirsi di palazzi settecenteschi che raggiungono per raggiungere l’antica Scuola Medica salernitana con il Giardino della Minerva (primo orto botanico d’Europa). Il Castello di Arechi domina tutta questa bellezza. Dalle sue enormi terrazze si vedono il porto, il mare, l’intrico di stradine ed il rosato campanile dell’Annunziata. Nella vallata sottostante si intravedono le luci dei paesi del golfo e la Costiera Amalfitana e di quella Cilentana. Ovviamente, tutto quanto detto si amplifica per mille quando, nel periodo natalizio di accendono le famosissime e fantasmagoriche Luci d’Artista.

CASERTA

La città di Caserta, oltre la meravigliosa Reggia Borbonica più grande al Mondo, è una città che ha un immenso patrimonio storico e culturale, che coinvolge il Belvedere di San Leucio (un setificio tra i monumenti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco), il Borgo Medievale di Casetavecchia, il Duomo, il castello e un numero elevato di chiese. Inoltre, la città ha molti musei, quale quello della Seta, i Musei delle Cere, il museo d’Arte Contemporanea, che hanno valorizzato la città incrementando l’offerta turistica. Nel circondario di Caserta si può trovare l’Anfiteatro nella vicinissima Capua (oggi S.Maria Capua Vetere). In tale anfiteatro iniziò la rivolta dei gladiatori capeggiati dal gladiatore  Spartacus. Ma l’anfiteatro di Capua fu anche il primo della storia romana e fece da modello ispiratore all’anfiteatro di Roma e di Pozzuoli. Tutti gli anfiteatri di quell’epoca avevano il nome Flavio, perché sorsero tutti durante la dominazione di quell’imperatore.    

Reggia di Caserta

Essa è una struttura storica della famiglia reale dei Borbone di Napoli (dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco), realizzata nel territorio comunale di Caserta (20Km. a nord di Napoli) ed è la più grande al Mondo, con ben 200 stanze in più della Reggia di Versailles. L’edificio ha 1.200 stanze; 1.740 finestre; 34 scalinate. Il fronte dell’edificio è lungo 250m. ed altro circa 40 m., con 4 cortili interni di 4.000mq. ciascuno. In pianta occupa una superficie di 47.000mq.  Comprende un grande parco che si estende per oltre 2,5 chilometri, con una lunghezza di circa 300m. In esso è possibile individuare il giardino alla inglese ed il giardino all’italiana. Inoltre, sul monte che si trova di fronte alla Reggia ruscella acqua fino a giungere ad una imponente cascata, che finisce in una grande vasca con statue. Tale acquedotto proviene dal territorio di Bucciano (AV) e, dopo aver percorso 40km. ed alimentato i paesi che incontra lungo il suo percorso, finisce con l’alimentare la Reggia. Qui comincia il percorso dell’acqua nella Reggia andando, in parte ad alimentare altre vasche poste più in basso, oppure andando ad irrigare i meravigliosi giardini. In tale parco i casertani e gli abitanti dei comuni confinanti possono accedervi gratuitamente, praticandovi jogging o pedalando in bici. Tra le tante stanze da visitare vi è un salone che contiene un enorme e bellissimo presepe napoletano di 40mq. con 1.200 statuine.

Nel 2009 il Parco della Reggia ha ottenuto il premio di Parco più bello d’Italia. Nella zona Ovest del Parco possiamo ammirare la chiesa di San Francesco di Paola, dove fu ospitato papa Benedetto XIII e fu sepolto Luigi Vanvitelli, progettista della Reggia e del Parco. Il Re Ferdinando ebbe l’idea di creare una comunità indipendente e denominata Ferdinandopoli, nello splendido Belvedere di San Leucio con stanze reali, giardini in stile italiano e il fantastico Museo della Seta si tesseva la seta nel 1700. Tessuto di ottima qualità a punto tale da arredare l’americana Casa Bianca, il Quirinale e l’inglese Buckingham Palace.Solo per citare i destinatari più illustri. San Leucio era l’unico luogo al mondo dove, già nel 1700 era obbligatoria l’istruzione scolastica fino a 16 anni. Con la Repubblica italiana quest’obbligo è diventato obbligatorio solo circa 30 anni or sono. 

Tutti gli anni nei mesi di giugno e luglio, da oltre dieci anni, si svolge il Leuciana Festival nelle stanze del Teatro dei Seirci del Belvedere, oggi uno dei festival più illustri di tutta la regione. Ma oltre alla Reggia, all’Anfiteatro ed al setificio, è possibile visitare Casertavecchia, posta a 401 metri.

Borgo medievale perfettamente tenuto in vita dove è possibile usufruire di ogni cosa, anche di camere dove dormire. Di particolare interesse è il Duomo di San Michele Arcangelo, il Castello Medievale e la Chiesa dell’Annunziata.

Ogni anno nel borgo si svolge il Settembre al Borgo, una manifestazione culturale rinomata a livello nazionale. Inoltre vi sono  numerosi ristoranti e caffetterie che catturano numerosi turisti, in particolare durante il fine settimana di primavera e d’estate.Oltre a Casertavecchia, vi è il Complesso di Sant’Agostino e il centro storico adiacente che custodisce numerosi musei e chiese di particolare rilievo artistico. Tappa obbligata è il Complesso Conventuale del 1600 del principe Andrea Matteo Acquaviva, in cui c’è il Chiostro del ‘500 e la Chiesa di Sant’Agostino, il Museo d’Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni.

AVELLINO

La provincia di Avellino è una città della Campania con un’estensione di circa 2.800 Kmq. ed una popolazione di circa 420 000 abitanti, oltre 118 Comuni. Tale provincia è posta nell’area geografica dell’Irpinia. Il suo territorio non ha sbocchi al mare, ma ha una grande varietà di montagne, fiumi e laghi. I monti di maggiore altezza sono 10, con il più alto Cervialto (1809m.) ed il più basso Montevergine (1490m.). Su questa seconda cima c’è anche il famoso ed omonimo Santuario Mariano, che è classificato monumento nazionale. Ma tra questa montange è anche possibile sciare, come sul monte Ralamagra (1700m.circa), dove vi sono gli impianti sciistici di Laceno con 25Km. di piste. Nello stesso territorio vi sono le Grotte del Caliendo, molto frequentate dagli appassionati di speleologia. Il fiume più importante della provincia è il Calore, che sfocia nel fiume Volturno e nel quale si praticano molti sports acquatici. Altri grandi fiumi sono il Sabato, che dopo circa 50Km. affluente del Calore  e l’Ofanto che, dopo un lungo percorso entra in territorio pugliese per sfociare nel mare Adriatico. La provincia di Avellino è la più ricca, come reddito procapite. E’ collegata sia con Napoli che con Roma tramite ferrovia. Mentre l’Autostrada A16 collega l’intera sua provincia con il Mar Tirreno ed il Mare Adriatico, dove si immette nella bretella adriatica, che dalla Puglia giunge fino al Veneto. Nel territorio non sono presenti aeroporti, per cui è necessario giungere a Napoli Capodichino. Tra i Borghi più belli d’Italia, ben 11 sono in Campania e, di questi, ben 4 sono nella Provincia di Avellino :  Monteverde, Nusco, Savignano Irpino e Zungoli.

Monteverde è un borgo di circa 800 abitanti e confina con la Basilicata. Rientra nella comunità montana dell’Alta Irpinia ED è a cavallo tra il torrente Osento ed il fiume Ofanto. A pochi km. dal centro abitato vi è il Lago di San Pietro e la Foresta Mezzana dI 456 ettari, ricca di numerose specie vegetali ed animali. Il villagio di Monteverde è citato addirittura da Tito Livio, grande storico romano. Il bel castello di Monteverde, edificato dai Longobardi di forma trapezioidale ed ha 4 torri. Gli eventi principali sono “Il grande spettacolo dell’Acqua” e lo “Spettacolo dell’Aria”, che si tengono ogni anno. Un evento che richiama migliaia di visitatori, unico al mondo, che lascia a bocca aperta. Esso si tiene sul Lago di San Pietro ed è una rappresentazione di musica e danza in un gioco di riflessi e colori sull’acqua.

Nusco ha circa 1.500 abitanti, posto sulla dorsale appenninica e tra i Comuni di Montella e Lioni, nonché tra i fiumi Ofanto e Calore. Da qui è possibile vedere dalla Campania fino alle vette del Lazio. La sua cattedrale una bella facciata costituita da grossi massi di pietra locale. Vi è la torre dell’orologio ed un portale. Inoltre, il castello è di epoca longobarda. A Nusco, terra di grande cucina, è normale mangiare degli ottimi e gustosi piatti, eccellenti al palato.

Savignano Irpino, posta in collina, ha circa 1.220 abitanti, ed è a destra del fiume Cervaro, confinando con la Puglia.  Il clima è temperato e fresco, con nevicate invernali e siccità estiva. I primi insediamenti umani risalgono al paleolitico. Molte popolazioni si sono succedute nei secoli, tra cui gli Osci, i Sannitit, gli Ostrogoti, i Bizantini ed i Longobardi. Il castello di Guevara è dell’8^ secolo. Il Palazzo Orsini, voluto dal Papa Benedetto XIII e la Porta Lizza e Porta Grande, furono l’accesso principale al paese. Il Comune è collegato ad Avellino, Benvento e la Puglia a mezzo della strada statale 91 bis; mentre la ferrovia porta a Benevento e Foggia. Più campi di calcio, di tennis, piscine ed altro aiutano a tenere in forma il fisico.

Zungoli è un Comune quasi al confine con la Puglia. Ha circa 1.000 abitanti ed è a 600m.s.l.m. Ha reperti storici dell’età neolotica e dell’epoca romana. Ha un castello dell’XI secolo, oltre un convento francescano del 1500 circa. Chiese e palazzi sono disseminati nel centro cittadino che conservano dipinti, statue lignee e un fonte battesimale di fine fattura.  

BENEVENTO

è una città di 60.000 abitanti della Campania. Il suo nome iniziale  era Maleventum (cioè vento cattivo), che fu poi trasformato in Beneventum (buon Vento) dai romani nel 297°a.C., che qui sconfissero Pirro (re dell’Epiro) ed i suoi elefanti. Infine ebbe il nome di Benevento dagli italiani. Questa città ha subito dominazioni dagli  Osci fino a quella pontificia, prima di giungere all’unità d’Italia. Vanta un cospicuo patrimonio storico-artistico e archeologico. La chiesa di Santa Sofia, del 760 rientra nel patrimonio dell’umanità UNESCO. Simbolo della città è il magnifico Arco di Traiano, simbolo della città e fatto edificare dall’imperatore Traiano. La città è posta in una conca circondata da colline e dal massiccio del Taburno Camposauro: montagna le sue cime, viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa, detta la “Dormiente del Sannio”.

La città è attraversata dai due fiumi, Calore e Sabato, poco ad ovest del centro cittadino. Il clima di Benevento ha tratti continentali e tratti marittimi. Nel semestre invernale la temperatura è bassa; le piogge sono frequenti come nebbia. La temperatura media annua di 15,8 °C.  A luglio, invece, sake fino a 26,5 °C. In inverno si verificano raramente precipitazioni nevose.

Nell’antichità romana Benevento trasse particolari benefici dall’essere situata lungo l’importante arteria di comunicazione della via Appia.  Dopo la caduta dell’impero remano, rimase per secoli un’enclave pontificia all’interno del Regno di Napoli, Dopo l’unità d’Italia cominciò una nuova vita per l’antica città, sviluppandosi notevolmente nel suo complesso urbano, abbellendosi di interessanti edifici e di bei monumenti, di famose industrie dolciarie, meccaniche, dei liquori, del legno, dei laterizi, nei suoi floridi commerci, nelle istituzioni assistenziali e culturali.

L’Arco di Traiano non solo è il massimo monumento della città, ma uno dei migliori esempi dell’arte traiana e quello meglio conservato tra gli archi onorari edificati da Roma. Quest’Arco fu inglobato nel Medioevo nella cinta muraria della città, della quale costituì anche la Porta Aurea.

Il teatro romano fu inaugurato nel 126 sotto l’imperatore Adriano, ed ingrandito da Caracalla tra il 200 e 210.

ISOLA DI CAPRI  (Napoli)

Ships at Faraglioni cliffs and Tyrrhenian Sea on Capri Island, Italy

Impossibile descrivere con  semplici  parole le bellezze, le attrattive e le particolarità di Capri, Isola del Golfo di Napoli, da cui partono gli aliscafi per raggiungere questo angolo di paradiso..

Non è sufficiente dire che è lussureggiante, straordinaria e con un clima mite; oppure che è, più di tutte le altre, l’isola italiana che ha visto nel tempo soggiornarvi intellettuali, artisti e scrittori, magnati e tantissimi Presidenti degli Stati delle più svariate nazioni del Mondo. Chiunque arrivi a Capri è rapito dalla sua magica bellezza, che si può comprendere soltanto vivendola, perché non si può descrivere.
Capri è un concentrato di storia, natura, mondanità, cultura, eventi che si susseguono quasi tutti i giorni dell’anno, scelta perché non ha eguali nel Mondo.

Capri è : La piazzetta; Il centro storico; Marina Grande e Marina Piccola; La Grotta Azzurra; i Faraglioni; Villa Jovis;, la Certosa di S.Giacomo; Casa Malaparte; La casa Rossa; Il castello Barbarossa; La Villa S.Michele; …..…

Da Sorrento è possibile raggiungerla via mare con aliscafi e traghetti.

In molti periodi dell’anno è vietato imbarcare automobili private, considerato l’enorme numero quotidiano di visitatori. Non ce ne sarebbe neanche la necessità considerato l’alto numero di carrozzelle e motorette che funzionano da taxi.

San Costanzo (Santo protettore di Capri) viene festeggiati il 14 maggio e in tale periodo vengono allestite “bancarelle” di dolci e zucchero filato a Marina Grande, mentre per i più piccoli ci sono giostre e clown. Ovviamente Capri offre tantissime altre occasioni di svago e divertimento, che seguiremo con attenzione riservando loro il giusto risalto nei prossimi post.

La Grotta Azzurra, una delle grotte marine più visitate al Mondo era amata dagli imperatori romani, che amavano passare le loro vacanze a Capri e utilizzavano la grotta, come loro piscina personale. Nel 1826 fu riscoperta dall’artista polacco August Kopisch, grazie alle indicazione di un pescatore locale. E’, per numero di visitatori paganti,   il terzo sito della Campania.

Le guide che portano i visitatori nella grotta parlano e cantano così da far sentire ai turisti gli echi e le sonorità del luogo. Ma la caratteristica migliore della Grotta Azzurra sono i particolari giochi di colori creati dalla luce esterna che vi penetra all’interno. 

Il Museo Diefenbach venne inaugurato a Capri nel 1974 grazie alla cura dell’allora soprintendente Raffaello Causa. Intitolato al pittore simbolista K. W. Diefenbach (1851–1913) – di cui ospita i dipinti che dalla sua morte giacevano in alcuni locali della certosa – il museo rappresenta l’omaggio che Capri volle rendere all’artista che ivi soggiornò dal 1900 alla morte. Nel museo sono allestiti grandi dipinti dai soggetti disparati (natura ; scorci capresi ; figure femminili e mitologiche). Le tele sono 31 oltre a statue di epoca romana raffiguranti entità marine rinvenute nella Grotta Azzurra.

ISCHIA (Napoli)

Capri è super chic, Ischia è total relax. L’isola verde (come viene chiamata Ischia) è famosa in tutto il Mondo per le sue acque sorgive termali dalle proprietà curative, che su quest’isola sgorgano in ogni punto dando origine al complesso termale più famoso d’Italia. Trascorrere una giornata rilassante tra queste piscine, per poi andare a vedere il Castello Aragonese o andare a salutare il Fungo di Lacco Ameno, roccia tufacea di 10 metri di altezza che sorge dal mare blu e simbolo di questa località, per concluderla con una prelibata pietanza di quest’isola ed un mastodontico gelato, è forse il massimo che si possa desiderare.ll mare che circonda l’isola è eccellente, come verificato dall’Arpac (Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania), i cui dati relativi alla balneabilità delle zone costiere per la stagione balneare 2019 è da record: “mare Eccellente”, così come per i precedenti 5 anni. Ma queste buone notizie non riguardano solo l’isola di Ischia. Le acque di tutto il golfo di Napoli risultano classificate come “eccellenti”, così come il mare della costa salernitana. Ovviamente, sono da escludere le aree interne ai grandi porti della Campania, dove il traffico turistico e commerciale è molto intenso. Una vacanza ad Ischia è piena di tante esperienze, che ci rilassano e ci aiutano a riprendere il lavoro con la voglia di ritornare in questi luoghi al più presto. Tra le cose belle da visitare vi è il Castello Aragonese, una fortificazione che sorge su un’isolotto dinanzi alla costa di Ischia e collegato attraverso un ponte in muratura di 220 m all’antico borgo conosciuto come Ischia Ponte; a Cartaromana; alla spiaggia degli Inglesi, ad Ischia Porto; alla spiaggia dei Pescatori ed ovunque altro possibile; fare il giro in barca dell’isola; andare al complesso di Piscine Poseidon; scalare il Monte Epomeo; passare la sera in uno dei cento ristoranti dell’isola o andare a ballare con gli amici; ammirare gli spettacoli che si tengono all’aperto, o visitare la vicinissima e multicolorata Isola di Procida.

E’ possibile arrivarvi con traghetti o aliscafi, che partono da Napoli e da Pozzuoli.

Insomma, l’unica cosa che non riuscirà a fare un turista ad Ischia è annoiarsi.

Buon divertimento a tutti !!!!  

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PROCIDA (Napoli)

L’isola di Procida è anch’essa nel Golfo di Napoli, come Capri ed Ischia ed è vicina a quest’ultima. Di fatto Procida non è una sola isola, ma sono due isole, di cui una è Procida e l’altra è Vivara, che è collegata con Procida attraverso un ponte di 360m. di lunghezza e circa 20m. di altezza sul mare. Vivara ha forma semicircolare, che denota come essa abbia un’origine vulcanica, la cui parte emersa dalle acque era il cratere. Essa è reggiungibile soltanto attraverso il ponte, perché la sua costa è molto ripida da risalire. Inoltre, Vivara non è abitata perché sottoposta a vincolo . Infatti, il suo nome sembra che derivi dal latino “vivarium”, cioè luogo abitato solo da animali. Infatti essa è Riserva Naturale dello Stato.

A Procida vivono oltre 10.000 abitanti. E’ conosciuta ed abitata sin dal periodo greco in Italia. Tra le architetture presenti sull’isola spicca il Palazzo D’Avalos, imponente edificio del 1500 affacciato sul mare, costruito per volere del Cardinale D’Avalos, successivamente acquisito tra le proprietà dei Borbone (regnanti di Napoli) per le loro vacanze, ma successivamente trasformata in scuola militare e dopo ancora in carcere, fino al 1978. Oggi è un edificio con nessuna destinazione, ma è visitabile. Le costruzioni per abitazione nell’Isola di Procida sono tutte dipinte esternamente con i più diversi e sgargianti colori, che colpiscono favorevolmente il turista, che sceglierà sicuramente quest’isola gioiosa per le sue vacanze. Quest’isola, grazie agli inattesi spazi di natura terrestre e marina è stata molte volte scelta come set cinematografico con attori del calibro di Sophia Loren, Philippe Noiret, Massimo Troisi, Matta Damon, Giancarlo Giannini e Alberto Sordi, solo per citarne qualcuno.

L’Isola ha una superficie di 3,7Kmq. ed una costa molto frastagliata con insenature sabbiose o con scogli. Ovunque il mare è pulito e si trovano numerosi ristoranti, bar e luoghi dove divertirsi.    

E’ possibile arrivarvi con traghetti o aliscafi, che partono da Napoli e da Pozzuoli.

POZZUOLI (Napoli)

E’ un antichissimo Comune di oltre 80.000 abitanti rientrante del perimetro della città Metropolita di  Napoli, con cui confina e sul cui golfo si affaccia. Il suo nome latino era Puteoli. Ricade in un’area vulcanica, di cui conserva ancora una zona attiva denominata Solfatara. Quest’area ha prodotto originariamente dei crateri che hanno dato origine al Monte Nuovo e all’Averno (, così chiamato perché gli antichi ritenevano che lì ci fosse l’Averno, cioè il regno dei morti(oggi è ancora visibile l’ingresso). Nell’epoca romana era un grandissimo ed importante centro militare navale, che aveva sotto controllo tutta l’area della Campania. Tra i tanti resti dell’epoca romana sono ancora in piedi l’Anfiteatro Flavio, il macellum o Tempio di Serapide, nonché una imponente necropoli, unica al mondo insieme a Roma, che giunge sino al Comune che confina con Pozzuoli. In questo Comune furono decapitati, per volere di Roma, i santi Gennaro (protettore di Napoli) e Procolo (protettore di Pozzuoli, entrambi condannati ad essere sbranati dalle belve nell’anfiteatro, ma che furono miracolosamente ignorati da queste.e, per questo, decapitati. Ma il dominio della flotta marina di Pozzuoli giungeva fino alle confinanti Baia (dove è possibile ammirare la fantastica città sommersa dal mare) e Bacoli (dove è possibile ammirare La Piscina

Mirabilis e le Cento Camerelle), che formavano insieme un monumento archeologico romano sito nel comune di Bacoli, nell’area dei Campi Flegrei, ed inclusa nella città metropolitana di Napoli. Costruite in età augustea a Miseno, sul lato nord-ovest del Golfo di Napoli, originariamente erano cisterne di acqua potabile che servivano ad approvvigionare d’acqua la Marina Militare Romana, allora chiamata Classis Praetoria Misenensis. Tale acqua era captata da una sorgente della provincia della città di Avellino e, dopo un percorso di circa 40km. sotto terra, giungeva in queste enormi cisterne. L’area archeologica è molto visitata per la sua imponenza e la capacità ingegneristica degli antichi romani.  Queste sono le più grandi cisterne mai costruita dagli antichi romani, con una capacità di 12.000 metri cubi. Il litorale che va dalla località Lucrino in Pozzuoli, fino a Bacoli e Cuma è totalmente balneabile, con eccellenti lidi che provvedono anche alla ristorazione per consentire ai bagnanti di trascorrere a mare l’intera giornata.   

META (Napoli)

Il Comune di Meta, adagiata sulla spiaggia della Costiera Sorrentina ha origini antichissime, come tutta la  Costiera. Le sue origini risalgono all’epoca romana. Nei secoli successivi essa fu oggetto di conquista anche da parte di popolazioni africane. Infatti, uno dei quartieri di Meta si chiama Alimuri per ricordare il periodo in cui spadroneggiò nel villaggio un condottiero nero che si chiamava Alì il Moro. Questo Comune di 7.000 abitanti circa, dal mare sale sino alle pendici del monte Faito ed è servito dal servizio pubblico di Bua e Treni. Il mare e la sua spiaggia sono pulitissimi. Quest’ultima è lunga circa 1 km. ed è costantemente sorvegliata dai gestori dei lidi balneari, che ne garantiscono la pulizia, spesso causata dalla distrazione o maleducazione dei bagnanti. Qui arrivano migliaia di turisti ogni anno ed in qualsiasi stagione, che oltre a riempire gli alberghi, riempiono anche le varie Case Vacanza – B&B ed Agriturismi esistenti. Infatti, qui il clima è temperato tutto l’anno. A volte succede che turisti del nord del Mondo prenotino in inverno la loro vacanza perché dove abitano fa troppo freddo. La Basilica Pontificia di Santa Maria del Lauro è l’edificio di culto cristiano più importante della Penisola Sorrentina ed il parroco di questa basilica è scelto dal popolo. Qui, ogni Natale e Pasqua si celebrano delle funzioni al termine di lunghissimi cortei che procedono per l’intera Costiera. La cortesia, il buon cibo, i prezzi moderati, sono una caratteristica di questa zona. Dalla vicina Sorrento è possibile raggiungere Capri con l’aliscafo in 10 minuti, oppure Napoli in 30 minuti. Con il Treno, da Meta è possibile raggiungere in 20 minuti Pompei; in 30 minuti Ercolano e Vesuvio, in 60 minuti Napoli.

PADULA (Salerno)

Qui ci troviamo nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, su un fertile altopiano che confina con la Basilicata. A due passi da Padula vi è uno dei monumenti più importanti dell’Italia del Sud, meta di pellegrinaggi ricca di storia, cultura e spiritualità: la “Certosa di San Lorenzo”, un luogo patrimonio UNESCO da visitare almeno una volta nella vita. Essa è un grande complesso monumentale barocco che ospita giardini, chiostri, chiese e il Museo della Lucania Occidentale. La sua superficie è di 51.500 m², contando su tre chiostri, un giardino, un cortile ed una chiesa. E’ uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi d’Italia, con la più grande certosa dell’intera nazione e tra le più grandi d’Europa.

Padula, però è anche sede del Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale La sede è nella stessa Certosa di San Lorenzo e conserva, esposti, numerosi reperti archeologici rinvenuti nella Valle del Tanagro, fra tombe, lapidi, statue, capitelli e colonne. Il Museo multimediale riguarda la storia di Padula ricostruita con immagini e filmati multimediali. Il Museo della vita e morte di Joe Petrosino di Padula, realizzato nella casa natale dello stesso Petrosino, che trasferitosi in America, divenne un leggendario personaggio che, dopo essersi arruolato nella Polizia, ingaggiò  una grossa lotta offensiva alla mafia americana da cui, però venne ucciso in un agguato. Le innovative tecniche di lotta al crimine, ideate dallo stesso Petrosino, sono ancora oggi praticate dalle forze dell’ordine.  A Padula si consiglia di fermrsi anche per il pranzo o la cena, perché qui la cucina è prelibata.

Altre cose da fare vicino Padula sono: Il borgo medievale di Teggiano, bellissimo e ben mantenuto. I suoi vicoletti, le  chiese, il bellissimo chiostro della Santissima Pietà!; il castello Macchiaroli (monumento principale del borgo). La struttura è molto ben tenuta. Il panorama che si gode dalle torri è fantastico verso il Vallo di Diano e verso il il borgo, con i monti sullo sfondo. Una visita a Teggiano non può prescindere da una tappa al Castello, ne uscirete arricchiti e proseguirete la giornata con uno sguardo ancora più ammirato per questo delizioso paese.

CASTELLABATE (Salerno)

Castellabate è il paese dove si è girato il fortunato film “Benvenuti al Sud”. Cinque porte portano all’interno di un delizioso borgo a picco sul mare caratterizzato da vicoli tortuosi, piccole piazzette e case strette tra loro. Un piccolo mondo antico che sa di Medioevo e che mantiene vivo lo spirito tradizionale di questa parte di Campania. Da non perdere assolutamente il Belvedere di San Costabile, da dove si gode di un tramonto accecante e sullo sfondo la Costiera Amalfitana e le isole di Capri e Ischia. Il territorio comunale è interamente nel parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni . Il mare e la costa di Castellabate sono sotto tutela biologica marina per preservarne il patrimonio naturale e ambientale (uno dei primi parchi marini diItalia). L’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate abbraccia la zona tra la baia del Saùco e la punta di Ogliastro. Nella zona del tratto di mare circostante punta Torricella e punta Ogliastro è consentita la balneazione e la navigazione Alcuni dei suoi ambienti naturali sono inseriti nella Rete Natura 2000 che mira alla tutela di habitat naturali.

Il territorio è soprattutto nella costiera di Licosa e Ogliastro Marina, caratterizzata da una roccia sedimentaria composta da diverse stratificazioni, formatasi a seguito dell’erosione di antiche montagne emerse dal mare. La zona ha un clima mediterraneo, con estati calde, inverni miti e tante giornate di sole.

Il territorio presenta alcune specie animali e vegetali non comuni e perciò soggette a particolari forme di tutela e conservazione. Nei fondali marini si incontrano il coralligeno e praterie estese di posidonia oceanica, al cui interno vivono numerose specie di pesci e crostacei, alcune rare come quella il pesce pappagallomediterraneo (Sparisoma cretense) e la siriella, un crostaceo scoperto nel 1975 nel mare di Licosa e studiato dalla stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, ma anche ricci di maremadreporegorgoniebriozoi e spugne. Il reef di Licosa, una bioconcrezione formate da vermetidi (Dendropoma petraeum) simile alle barriere coralline tropicali, è una delle poche specie del Mediterraneoche formano biocostruzioni superficiali[10]. Vi è anche la presenza di colonie di nacchere (Pinna nobilis), un mollusco bivalve protetto, inserito nella lista rossa della direttiva europea Habitat[11].Nel 2006 nella baia Arena di Ogliastro Marina si è assistito a un evento inconsueto per queste zone: la deposizione di uova della tartaruga marina Caretta caretta.

Nell’ambiente terrestre, in particolar modo sull’isola di Licosa, vive una specie di lucertola endemica (Podarcis sicula klemmeri), che presenta una particola.

POSITANO (Salerno)

I colori pastello delle casette che scendono a mare e la sua fama che affonda le radici negli anni della Dolce Vita, perché Positano una delle località più affascinanti della stupenda Costiera Amalfitana. Il suo centro storico è un labirinto acciottolato di vicoli e stradine che profumano di fiori, pieni di boutique alla moda (Moda Mare Positano spopola e qui potrete dar sfogo all’acquisto perfetto per l’estate tra sandali, kaftani e costumi), e golosi punti ristoro. Passeggiata d’obbligo in Via Fornillo! Il Comune è piccolo e non è stato mai modificato dalla sua costituzione. Pertanto il centro che porta giù al mare è totalmente pedonalizzato  ed ha stradine strette  e ricche di negozi, caffè e ristoranti. La Chiesa di Santa Maria Assunta ha la cupola in maiolica e un’icona bizantina della Vergine Maria del XIII secolo. Il sentiero escursionistico Sentiero degli Dei collega Positano alle altre città costiere.

Il clima di Positano grazie alla sua posizione è molto mite, di tipo mediterraneo; gli inverni sono assai tiepidi con temperature minime che non scendono quasi mai al di sotto dei 6 gradi, mentre le estati sono lunghe, calde ed assolate ma spesso rinfrescate dalla brezza marina.

Grazie alle temperature miti ed alla bellezza del paesaggio, Positano è stato un luogo di villeggiatura sin dall’epoca dell’Impero Romano, come attestano il rinvenimento di una villa nella baia. Tipiche le tantissime scalinate che dall’alto del paese collegano i quartieri posti più in alto con la zona a valle. Le spiagge principali sono la Spiaggia Grande, Fornillo, La Porta

Oltre al mare vi sono località da visitare come Montepertuso, conosciuto per il monte forato che sormonta il piccolo villaggio, da cui prende il nome. Secondo una leggenda, il demonio sfidò la Madonna proponendole di realizzare un buco nella montagna ed ella con il dito indice vi riuscì. Il Diavolo sconfitto, precipitando lascia le impronte degli zoccoli e la coda sulla roccia sottostante. In onore di questo miracolo ogni 2 luglio si rievoca la leggenda legata alla Madonna con spettacoli pirotecnici e audiovisivi. Nelle vicinanze di Positano si possono ammirare località stupende come la magnifica Ravello, dalla cui altezza è possibile ammirare l’intera Costiera Amalfitana nella sua bellezza. Inoltre, vi sono ristoranti che cucinano solo prelibatezze e B&B , Case Vacanza e Agriturismi con ottimi servizi. Gli spettacoli in piazza e sulla spiaggia sono all’ordine del giorno.

AMALFI (Salerno)

Amalfi è un Comune in provincia di Salerno che affacci mul mare del golfo di Salerno, in un ambiente naturale e suggestivo come le scogliere della costa della Campania. Il suo passato storico è di grande rilievo, in quanto fu sede della omonima repubblica marinara . Fu anche sede vescovile dalla fine del 500  all’840 circa. Essa si staccò dal Ducato di Napoli divenendo autonoma, resistendo per oltre due secoli all’espansionismo longobardo. Il nuovo piccolo stato fu retto prima da un conte ed in seguito da un duca. In quell’epoca i suoi confini si estendevano sino a Cetara, a Positano, all’isola di Capri, all’arcipelago de Li Galli e fino a Gragnano. Quello era il periodo di massimo splendore, durante il quale si acuì  la rivalità con le repubbliche di Pisa, Genova e Venezia.-,Amalfi  batteva una propria moneta. Il commercio era particolarmente florido  ed i mercanti amalfitani avevano colonie nei punti più importanti del Mediterraneo.

Ma le lotte intestine fecero perdere ad Amalfi buona parte della sua forza finché, verso il 1100 fu conquistata dai  normanni. Infine, circa 30 anni più tardi combatteva contro i saraceni. Proprio allora i Pisani sbarcarono sulla costa amalfitana distruggendola insieme alle città vicine. Finì, così, la sua potenza marittima. I suoi legami commerciali con l’Oriente furono presi da Pisa. Nel XV secolo, dopo secoli gloriosi, la storia della città di Amalfi e degli altri insediamenti della costiera subirono una pesante sconfitta che, con la pestilenza del 1630, fu decretata la sua fine. La costa amalfitana conobbe una crescente povertà e nel Settecento Amalfi era una città quasi disabitata, perché le famiglie più nobili si spostarono a Napoli. Oggi Amalfi è un piccolo Comune del territorio del Salernitano , a cui è rimasto solo il rimpianto di un glorioso passato.

In compenso, Amalfi è diventata una bellissima e richiestissima località turistica internazionale , con alberghi, B&B, Agriturismi e Case Vacanza piene quasi tutto l’anno.

CAMPAGNA (Salerno)

Campagna è un Comune italiano di 17000 abitanti in provincia di Salerno in Campania, posto tra i Monti Picentini a 270 metri s.l.m. che, per secoli, ha pensato solo ad essere un centro economico, amministrativo e religioso con una superficie tanto vasta da risultare il secondo centro della provincia di Salerno. Temperatura mite e con poco turismo fino ad alcuni decenni orsono, nonostante la sua naturale vocazione turistica ed al gran numero di antichi edifici nobiliari, religiose e civili che le danno lustro. Oltre a 4 musei cittadini. La presenza, inoltre, dei fiumi Tenza e Atri, che nei mesi estivi vengono utilizzati per la balneazione. Oltre sentieri naturalistici che si incontrano con grotte da esplorare. Uno dei pezzi forti di Campagna è, come per quasi tutti i Comuni dell’Italia Centro – Meridionale, la bontà della cucina, sia per i primi piatti, che per i secondi e per i dolci. Per completare, è stato anche set prescelto per girare le scene di due film.  

Finalmente, grazie ad un’antico sistema voluto dall’amministrazione comunale per pulire le strade cittadine nei mesi estivi, è nato un modo per divertire i cittadini ed i turisti. Esso consiste nello sbarrare il fiume Tenza fino a farne crescere il livello idrico e, quindi, deviarne il corso nel centro cittadino del comune di Campagna. Quando si fece la prima volta in presenza di turisti, ciò creò una tale gioia tra i villeggianti che, presi dall’euforia, cominciarono a schizzarsi l’acqua l’uno contro l’altro. Il Comune, quindi, si organizzò e l’anno successivo mise, in punti strategici dell’allagamento, dei contenitori pieni di spugne, che i turisti utilizzarono per lanciarsi acqua l’uno contro l’altro, alla vittima di turno, anche se non conosciuta. Da allora l’evento fluviale si svolge nelle ore pomeridiane dei fine settimana di luglio/agosto. E’, comunque, sempre bene chiedere informazioni a B&B – Case Vacanza ed Agriturismi presenti nel Comune.          

PAESTUM (Salerno)

Paestum è stata probabilmente una delle più grandi città greche sulla costa del Mar Tirreno. Dopo la sua fondazione con il nome di Poseidonia fu conquistata dai Lucani e poi dai Romani, che diedero alla città il suo nome attuale. La sua fine fu piuttosto rapida a seguito dell’insabbiamento del fiume Salso, tuttora esistente, che defluiva a ridosso delle mura di Paestum, determinando l’allagamento e l’interramento con l’essiccamento dei residui lì rimasti. L’impaludamento della città fece sì che essa si contraesse progressivamente, ritirandosi man mano verso il punto più alto, intorno al Tempio di Cerere, dove è attestato l’ultimo nucleo abitativo. Tagliata fuori dalle direttrici commerciali, insabbiatosi il suo porto, la vita dell’antica polis dovette ridursi a pura sussistenza. Con la crisi della religione pagana, poco lontano dal Tempio di Cerere sorse una basilica cristiana (chiesa della Annunziata). Dell’antica città rimase solo un vago ricordo. Gli scavi di Paestum sono conosciuti per i loro tre antichi templi greci, che ancora oggi si presentano in buono stato di conservazione. Al di fuori dei templi si possono trovare i resti della città vecchia in una frazione del Comune di Capaccio, che oggi è unito a.Paestum.

I tre templi dorici, forse erano dedicati a Nettuno, Hera e Cerere. I primi due si trovano nella parte meridionale del sito, mentre il più piccolo, di Cerere, è all’estremità settentrionale.

La parte centrale del sito era il Foro Romano, con accanto fondamenta di vari edifici pubblici e privati. Vi è, inoltre,  un piccolo anfiteatro romano, di cui solo parte è visibile. Paestum  è a circa 30 chilometri a sud di Salerno, nella  Piana del Sele, vicino al litorale marino, a nord del Parco nazionale del Cilento. La località, nella stagione estiva, riceve circa 400.000 visitatori. La città conobbe un fenomeno di cristianizzazione relativamente precoce: sono infatti documentati martirii al tempo di Diocleziano. In opere descrittive del Regno di Napoli furono citati i templi di Paestum, posti a poca distanza dal fiume Sele. Carlo di Borbone fece costruire un asse viario che tranciò l’anfiteatro in due parti, ma che fece riscoprire l’antica Paestum..Furono, quindi, fatti i primi rilievi, a cui si aggiunsero stampe che ritraevano i templi ed i luoghi. A tale diffuso interesse non seguirono, però, campagne di ricerche e scavi a causa del banco di calcare formatosi nel corso dei millenni, che nascondeva l’antica città. Solo nel 1943, grazie agli sbarchi delle forze alleate, a seguito dello sbarco a Salerno, Paestum fu interessata da scavi sistematici della città. Negli Anni Cinquanta si portarono alla luce le stipi votive della “Basilica” e del “Tempio di Nettuno”. Il “Tempio di Cerere” venne liberato dagli strati di terreno che li ricoprivano e, nel luglio del 1954, si scoprì il sacello sotterraneo. Più di recente si compresero alcuni elementi dell’abitato della città antica, del suo impianto urbanistico e del suo sviluppo edilizio. La Via Sacra, utilizzata anche durante le processioni religiose,pure fu riportata alla luce. Ma i tre templi di ordine dorico edificati nelle due aree santuariali urbane di Paestum e miracolosamente giunti in ottime condizioni, sono considerati esempi unici dell’architettura magno-greca. Di ciò furono protagonisti una serie di interventi di restauro che hanno permesso, oltre al recupero degli edifici, di fare luce sulle tecniche e i materiali utilizzati per la realizzazione degli stessi. Paestum è anche località balneare di forte richiamo turistico, dotata di una spiaggia sabbiosa lunga 12 chilometri e costeggiata da una pineta affacciata sul mar Tirreno, nonché vari alberghi, B&B, Case Vacanza e Bungalows.

I 21 BORGHI PIU’ BELLI DELLA CAMPANIA

Acciaroli, Atrani, Caiazzo, Castelcivita, Castellabate, Castello del Matese, Castelvetere sul Calore, Centola,  Cusano Mutri, Furore, Limatola, Minori, Monteverde, Morcone, Padula, Positano, Ravello, Roscigno, San Mauro Cilento, Sant’Agata de’ Goti, Vairano Patenora

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